La Giornata Europea della Giustizia Civile viene celebrata ogni anno dal 2003 ad iniziativa del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea per avvicinare i cittadini alla giustizia civile, informandoli sui loro diritti e sul funzionamento del sistema giudiziario attraverso eventi, giornate, simulazioni, e coinvolgendo studenti, professionisti e società civile per rendere la giustizia più accessibile e trasparente. In questo contesto il Tribunale di Nola, con la Camera Civile di Nola e con il patrocinio del COA di Nola e dell’ANM Sezione di Nola, ha promosso un progetto divulgativo e formativo indirizzato agli studenti per valorizzare una cultura inclusiva, basata sul rispetto reciproco e sull’eguaglianza di diritti e opportunità. Ecco la ragione del titolo IO PERSONA, TU PERSONA: CONSAPEVOLZZA, RESPONSABILITA’, SOLIDARIETA’. Il progetto è stato presentato alle scuole secondarie di secondo grado del territorio ove ha giurisdizione il Tribunale di Nola ed il Liceo Colombo ha aderito senza indugio, prospettando il sempre vivo interesse del proprio corpo studentesco a cimentarsi con i format digitali intesi come strumenti di comunicazione e divulgazione del pensiero. Dunque, è stato naturale indirizzare l’evento introduttivo di questo progetto verso l’Educazione Digitale, travalicando i confini della Giustizia Civile e cercando di proporre una analisi critica ed attuale della comunicazione digitale attraverso gli spunti qualificati offerti dalla dott.ssa Gemma Sicoli (Giudice Tribunale di Nola Sezione Penale), dal dott. Antonio Tufano (Giudice Tribunale di Nola Sezione Civile), dall’avv. Francesco Picca e con il prezioso supporto del prof. Mario Luciano, psichiatra e psicoterapeuta (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli). L’interesse degli studenti a manifestare le proprie idee attraverso la realizzazione di docufilm ha indotto ad una preliminare riflessione comune sull’espressione del pensiero attraverso gli strumenti digitali, un’espressione che incontra limiti perchè può incidere sui diritti degli altri e sulla convivenza civile. Un docufilm è una forma di libertà di espressione perchè unisce diversi linguaggi comunicativi immagini, parole, musica, testimonianze per raccontare una visione del mondo, un fatto, un’idea o una denuncia sociale. Non si limita a mostrare la realtà, la interpreta e mira a contribuire alla formazione dell’opinione pubblica cui è rivolto. Un docufilm può comunque incontrare limiti quando le modalità espressive ledono reputazione o onorabilità di persone, violano privacy o dati sensibili o alterano la verità in modo ingannevole. Ma questo vale per tutte le forme di espressione e, a maggior ragione, vale quando la forma di espressione si esercita attraverso contenuti digitali perchè il contenuto digitale lascia una traccia destinata a restare nel tempo e, come tale segna, inevitabilmente la percezione dell’autore e delle sue idee. Un docufilm può comunque incontrare limiti quando le modalità espressive ledono reputazione o onorabilità di persone (diffamazione) violano privacy o dati sensibili alterano la verità in modo ingannevole (problema etico e, talvolta, giuridico). Ma questo vale per tutte le forme di espressione e, a maggior ragione, vale quando la forma di espressione si esercita attraverso contenuti digitali perchè il contenuto digitale lascia una traccia destinata a restare nel tempo e come tale segna inevitabilmente la percezione dell’autore e delle idee. Oltre ad un profilo di responsabilità sociale, prima che civile e penale, c’è da aggiungere un ulteriore riflessione che riguarda in particolar modo i ragazzi: anche la realizzazione di un docufilm, al pari di post, foto, commenti, stories, profili social contribuisce a creare la loro reputazione digitale ovvero ciò che i motori di ricerca ed i social racconteranno della loro persona qualcuno la cercherà. Scuole e aziende non cercano solo bravura accademica, ma la vera essenza della persona a cui si vogliono rivolgere, cercano persone con senso critico capacità comunicativa etica e responsabilità digitale interessi e iniziative personali: un voto scolastico non mostra tutto questo mentre la reputazione digitale sì. Le aziende vogliono sapere se sei affidabile e rappresentabile: dunque, un progetto personale (podcast, blog, volontariato, sport, coding), attività creative o culturali, impegno civico o ambientale social usati in modo intelligente e responsabile possono diventare un marchio personale digitale che in futuro potrà fare la differenza perchè un’azienda non rischia la sua immagine per un candidato che insulta on line, bullizza, diffonde fake news o pubblica contenuti offensivi. Non resta che fare un augurio ai ns. ragazzi perchè riescano a cogliere dalla tecnologia solo opportunità per la loro miglior crescita umana, sociale e professionale.





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