La “Intelligenza Artificiale” promette di rivoluzionare la professione giuridica senza eccezioni di sorta. Non ci ? difficile immaginare come la tecnologia moderna possa essere applicata in diversi campi del diritto. Del resto, la recente esperienza di informatizzazione del processo ha gi? mostrato come possa essere travolto il ns. ordinamento dal progresso tecnologico. Chi di noi non ha mai utilizzato un motore di ricerca per approfondire una tematica o prendere ispirazione per la redazione dei propri atti? Chi di noi, dunque, non ha utilizzato questi sistemi per accelerare sommariamente le nozioni di base della ns. preparazione? Ebbene l’automazione della ricerca legale, della redazione di documenti, della gestione della corrispondenza con i clienti sono solo alcune delle attivit? che l’IA ? in grado gi? di offrire agli avvocati promettendo di semplificarne la vita e di rendere la pratica pi? efficiente. Questo non significa certo che gli avvocati potranno essere sostituiti dalle macchine. Per? c’? il serio rischio che molti avvocati, non in grado di confrontarsi con questa ennesima nuova realt? giuridica, possano esserne travolti: del resto sono stati gi? ingiustamente travolti i colleghi non in grado, per et? e predisposizione, a confrontarsi con sistemi operativi, con le pec e con le tante e sempre diverse peculiarit? tecnico informatiche del processo telematico. Mi riferisco non solo ai colleghi che non erano in grado di poter contare su risorse utili a procurarsi questi nuovi imprescindibili strumenti dellattivit? forense, ma ai colleghi, di grande esperienza, che disertano oramai le aule giudiziarie non potendosi pi? riconoscere in questa nuova realt?, con un evidente impoverimento di tutta la classe forense ed in particolar modo delle nuove generazioni che da quellavvocatura attingevano quotidianamente deontologia e qualit? nellesercizio della professione. La nostra missione odierna, per?, ? quella di collaborare a formare una classe professionale in grado di comprendere a pieno il fenomeno per poterlo governare o quanto meno per poterne prevenire i tanti effetti negativi che si stanno gi? paventando. Cos? come valorizzare gli effetti di una realt? informatica che potr? aiutare a fornire un servizio migliore ai nostri clienti, a gestire un maggior numero di casi ed aiutarci a concentrare sulle parti del nostro lavoro che richiedono competenze unicamente umane, come l’empatia, il giudizio e la creativit?. Questa la sfida che attende l’avvocatura ed ? questo il campo su cui oggi siamo chiamati a confrontarci senza dimenticare che le nuove tecnologie portano con s? nuovi dilemmi etici. Al proposito trovo illuminante il pensiero dellavv. Antonio De Notaristefani di Vastogirardi, Presidente dellUnione Nazionale delle Camere Civili, che ha lucidamente inquadrato la vera prospettiva del dibattito. Certamente l’IA applicata al campo della giustizia risponde alla logica che presiede alla efficacia del processo produttivo di una azienda: occorre produrre, in un tempo ragionevole, un adeguato volume di merce di qualit? accettabile; in fondo, ? la logica che ha governato anche le ultime riforme ma ? una logica alla quale dobbiamo opporci perch? la giustizia non ? statistica ma dubbio ragionevole, ? possibilit? di cambiare idea ed ?, soprattutto, necessit? di antivedere l’evoluzione del costume sociale (si pensi alla grande funzione sociale svolta dall’evoluzione giurisprudenziale nel diritto di famiglia). La considerazione conclusiva ? un monito per il futuro: bisogna tenere alta la soglia di vigilanza sulle imprese che creano i sistemi di IA al servizio del comparto giustizia perch? gli interessi delle grandi imprese, gi? sponsor di tali iniziative sperimentali, di certo non collimano con equit? e giustizia. Purtroppo si intravede nitidamente la possibilit? che i sistemi automatizzati possano rafforzare la posizione delle organizzazioni (sociali e professionali) che dispongono di grandi risorse, con la logica conseguenza che le nuove problematiche economico-sociali possano essere trattate per lo pi? da tali organizzazioni che, per attitudine e per predisposizione, sono ben lontani dalle esigenze e dalla tutela della base sociale. In definitiva, ben venga lintelligenza artificiale, anche perch? non ci si potr? mai opporre al progresso, ma solo come strumento di supporto al lavoro dei giudici e degli avvocati: non per renderlo pi? veloce ma per aiutarlo nel lavoro di routine.
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