Progetto CON-SENSO

É stato un onore essere invitato dal Presidente del Tribunale di Nola a partecipare al progetto CON-SENSO, una iniziativa distrettuale finalizzata alla riduzione del contenzioso ordinario civile e commerciale e al miglioramento dell’efficienza ed efficacia del processo civile attraverso l’interazione tra Tribunali, Ordini degli Avvocati ed Università per favorire il ricorso alla mediazione demandata dal giudice e la formazione in materia di mediazione, in conformità a quanto previsto dalla disciplina vigente e in applicazione dei principi di qualità, efficacia ed efficienza delle procedure. Sono convinto che lo sviluppo di una rete interistituzionale, come quella proposta dal progetto CON-SENSO, possa realizzarsi pienamente solo se accompagnato da una diffusa consapevolezza del valore della mediazione, valorizzando un approccio sinergico che è esattamente ciò di cui il sistema ha bisogno: creare un ecosistema in cui il conflitto non è solo processato, ma gestito, compreso e, ove possibile, composto. Il progetto CON-SENSO si inserisce perfettamente in questo scenario, ponendo l’accento sulla necessità di un’integrazione concreta tra mediazione e processo, e può farlo anche attraverso strumenti innovativi come l’Ufficio del Processo che potrebbe assumere un ruolo chiave nella diffusione della mediazione, laddove composto da personale esperto non solo in diritto ma anche in tecniche conciliative in grado di individuare soluzioni attraverso l’allargamento degli interessi delle parti ed incentivare l’accordo tra le medesime. Per realizzare tale ambizioso progetto vi ? molto da fare, soprattutto sul piano culturale. La mediazione continua ad essere percepita da molti come un passaggio obbligato invece che come un’opportunità per risolvere le controversie in modo rapido, sostenibile e meno conflittuale. Diffondere la cultura della mediazione significa educare giuristi, operatori del diritto, ma anche cittadini, alla logica del dialogo, del compromesso e della responsabilità condivisa. Significa formare professionisti che sappiano guidare le parti verso soluzioni ragionate, e non solo condurle lungo un percorso giudiziario già tracciato. Ma non solo: la Magistratura dovrà fare la sua parte, non limitandosi ad esprimere fattori di mediabilità ma anticipando ipotesi conciliative sulle quali le parti possono essere chiamate a lavorare con l’ausilio di un esperto in tecniche di composizione. L’idea che “un cattivo accordo è sempre meglio di una causa persa” acquista oggi un senso ancora più forte: in un’epoca segnata dalla crisi pandemica e dal sovraccarico giudiziario, il valore della mediazione deve essere posto al centro, non come imposizione, ma come scelta consapevole e volontaria, in linea con la visione europea. Il cammino della mediazione non è stato privo di ostacoli: rispetto alla prima versione, però, già siamo arrivati a una disciplina più matura, più rispettosa, più equilibrata. Ora spetta a noi, come avvocati e come istituzioni, favorire questo cambiamento culturale. CON-SENSO, dunque, rappresenta non solo un progetto normativo, ma una visione di giustizia più umana, più partecipata, più efficace.

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