2500 avvocati, tra delegati e congressisti, hanno preso parte al Congresso di Torino in una tre giorni di confronto sull’IA e i suoi impatti sulla professione forense, sulla riforma professionale e della Giustizia, con ospiti istituzionali nazionali e locali, politici e dell’Accademia. La Camera Civile di Nola era presente ed ha vissuto questa esperienza all’unisono con il pensiero dell’UNIONE NAZIONALE DELLE CAMERE CIVILI e della FONDAZIONE UNCC, condividendo spunti e riflessioni sui diversi temi in discussione. Il confronto tra le Associazioni Forensi è stato illuminato dalle parole del Pres. Alberto Del Noce: “Il processo deve ritornare in presenza non per una nostalgia del passato ma perchè interessa a tutti gli attori: ai giudici, agli avvocati, alle parti che riescono ad avere la percezione che il loro dilemma, il loro diritto venga ascoltato e non sia una semplice questione amministrativa. E rispetto all’oralità del processo, è la sola cosa che ci difende dal rischio degli usi impropri dell’IA. Sulla riforma Cartabia: è difficile venga abolita completamente. Si potranno fare dei tagli chirurgici, il primo è proprio l’inversione dell’articolo 127, solo cartolare quando lo chiedono i due avvocati. Ma non illudiamoci che sia a breve termine, il documento del ministro Giorgetti dipinge una situazione preoccupante nel senso che il disposition time sta aumentando, allora non possiamo pensare con l’esigenza del PNRR che questo facile disegno di legge passi in aula velocemente, dobbiamo continuare a battagliare per dire torniamo nel processo. Ho sentito dire avvocato in Costituzione, noi dobbiamo urlare: avvocato in aula”. Appuntamento al prossimo Congresso Nazionale Forense, nel 2028 a Milano.




Comments are closed